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LifeGene Molecular LabService – Citologia e Istologia in fase liquida pap test classico
biopsie · citologia urinaria

Il Laboratorio Lifegene grazie alla propria esperienza nel campo della citologia vaginale e extravaginale abbinata all’utilizzo di strumentazione altamente professionale, offre un’attenta analisi dei campioni citopatologici, adottando criteri di citodiagnostica mediante lo studio e l’osservazione delle cellule sotto il profilo morfologico e funzionale, valutando, con l’ausilio delle varie tecniche, le alterazioni cellulari dei tessuti sottoposti ad esame al fine di identificare eventuali entità morbose sia per le neoplasie che per malattie non neoplastiche. I criteri propri della citologia si basano prettamente sulle caratteristiche morfologiche delle cellule dei rispettivi nuclei e dei citoplasmi: forme, colori, dimensioni e pattern di aggregazione vengono accuratamente valutati e confrontati al fine di fornire diagnosi sempre puntuali e basati sulle più recenti pubblicazioni medico-diagnostiche.  5 giorni.

Citologia Liquido Seminale O Spermiogramma

Lo spermiogramma  ( esame del liquido seminale) è l’indagine diagnostica volta ad analizzare la fertilità maschile.

Fornire informazioni chiare ed in modo professionale è uno dei compiti del nostro centro diagnostico.

L’esame viene eseguito su appuntamento, presso la nostra struttura richiedendo un periodo di astinenza da rapporti tra 3 e 7 giorni e con un tempo di refertazione di soli 2 giorni.

L’esame riveste una grande importanza sia nei problemi di infertilità di coppia, evidenziando velocemente e precocemente eventuali patologie riproduttive, e sia nelle patologie vascolari a carico scrotale(varicocele). La precocità di diagnosi di questa ultima patologia può risolvere (con l’ausilio dei centri chirurgici specifici) una delle malattie più subdole e silenti attualmente presenti nei soggetti giovani, patologie che a causa della mancata sintomatologia dolorifica può causare, se trascurata, una progressiva atrofia produttiva.

CITOLOGIA URINARIA

L’esame citologico urinario riveste un ruolo importante nella diagnosi, nello screening e nel follow-up delle neoplasie vescicali in primis e dell’apparato escretore in generale.

Viene generalmente effettuata in soggetti a rischio quali:

  1. a) individui con sintomatologia urinaria (ematuria, pollachiuria, stranguria);
  2. b) lavoratori esposti ad agenti cancerogeni quali amine aromatiche (alanina);
  3. c) pazienti sottoposti ad irradiazione della pelvi o a cicli di ciclofosfamide;
  4. e) pazienti in trattamento per neoplasia dell’urotelio, data la frequenza delle recidive che si verificano in tali casi.

Normalmente l’urina è un liquido acellulato prodotto durante la funzione escretrice renale; come il liquido passa attraverso tubuli, pelvi renale, uretere, vescica ed uretra, esso raccoglie le cellule che desquamano derivanti dagli epiteli di questi organi anche se la quantità è scarsa per l’adesione tra loro delle cellule epiteliali.

Nel corso degli ultimi 20 anni la citologia urinaria è stata largamente utilizzata nella diagnosi e nel follow-up delle neoplasie vescicali e da molti è ancora ritenuta l’esame fondamentale per questa patologia, infatti presenta buone possibilità diagnostiche nei tumori papillari di medio grado ed alto grado e nel carcinoma in situ non papillare.

 

Il quadro clinico delle neoplasie vescicali, in genere, si manifesta con l’ematuria macroscopica, ovvero la presenza nelle urine di sangue visibile ad occhio nudo, spesso ricorrente, con sangue il più delle volte rosso vivo fluido o, più spesso, misto a coaguli. Possono manifestarsi  talvolta anche i segni di irritabilità vescicale, ovvero pollachiuria, stranguria, tenesmo e minzione imperiosa, che spesso però si riscontrano in neoplasie vescicali infiltranti.

Comunque non bisogna escludere alcune patologie infiammatorie, quali la cistite emorragica (frequente in pazienti che fanno uso di anti-infiammatori non steroidei), in cui il quadro clinico il più delle volte è sovrapponibile; in questi casi, un buon esame citologico del sedimento urinario ci può escludere o meno la neoplasia.

Fondamentale per un accurato iter diagnostico che il campione di urine sia accompagnato da una dettagliata storia clinica del paziente, dalle modalità di raccolta e conservazione delle stesse e da ogni dettaglio riguardante terapie precedenti o in atto in quanto possono facilmente alterare le cellule e dare quindi dei falsi positivi. Infatti la cellularità e la morfologia cellulare possono essere alterate da manovre invasive (esempio cistoscopia o cateterismo), infezioni, infiammazioni, recenti interventi chirurgici, immunoterapia, radioterapia e chemioterapia locale o generale.

Infine, il crescente utilizzo della citologia urinaria è stato accompagnato da un contemporaneo miglioramento nell’accuratezza diagnostica dei preparati citologici; infatti le caratteristiche citomorfologiche delle neoplasie vescicali e dei suoi precursori sono state standardizzate e pertanto il grado di anomalie citomorfologiche delle cellule è correlato al grading della neoplasia; infatti la capacità diagnostica della citologia urinaria è più accurata nelle neoplasie con grading maggiore in quanto le alterazioni cellulari sono più marcate e la cellularità è maggiore perché le cellule neoplastiche perdono la differenziazione classica.

Pertanto, l’esame citologico delle urine è un esame non invasivo per il paziente e gioca un ruolo importante in quei pazienti con pregressa storia clinica di neoplasia vescicale ed ha il compito di monitorare la progressione, le recidive o di valutare eventuali trattamenti; per una buona riuscita dell’esame, comunque, ha un ruolo fondamentale anche il paziente che deve collaborare sia nella raccolta, conservazione e trasporto del materiale e sia nell’indicare all’osservatore eventuali patologie, terapie o manovre effettuate che possono aiutare nell’effettuare un attenta e precisa diagnosi.

L’ ESAME CITOLOGICO VA ESEGUITO SU 3 CAMPIONI DI URINA RACCOLTI IN 3 GIORNI CONSECUTIVI

 ISTRUZIONI D’USO

  1. Il miglior prelievo è quello delle urine mattutinein quanto sono più cellulate anche se presentano alterazioni degenerative più marcate; per tale motivo ci sono più metodiche per la raccolta delle urine; dal punto di vista diagnostico, l’ottimale sarebbe la raccolta delle prime urine mattutine dopo averne eliminate un po’ con un primo getto, per 3 giorni consecutivi,
  2. Utilizzare un contenitore sterile a bocca larga a cui si aggiunge una pari quantità di fissativo (normalmente alcool etilico) per fissare le cellule e quindi evitare quei processi degenerativi di cui si è fatto cenno in precedenza; il contenitore dovrebbe essere riempito quasi fino al colmo e poi accuratamente chiuso onde evitare la perdita di urina durante il trasporto.

Se tutti i contenitori vengono consegnati al laboratorio il terzo giorno (giorno dell’ultima raccolta), i campioni di urina devono essere conservati al fresco (temperatura ambiente) e non devono essere sottoposte a temperature elevate (superiore a 25°C). Naturalmente questa procedura deve essere anticipata da un’accurata pulizia dei genitali.

PRECAUZIONI D’USO
Il liquido presente nei contenitori è INFIAMMABILE.
Non berlo e conservare i contenitori fuori dalla portata dei bambini.
Non mangiare, né bere, né fumare durante l’impiego.
Evitare il contatto con gli occhi.
In caso di contatto con gli occhi lavare immediatamente e abbondantemente con acqua.
Tenere i contenitori lontano da fiamme e scintille.
Conservare i contenitori ben chiusi in luogo fresco.

TEMPI DI CONSEGNA : 4 GG

PAP TEST

Il pap test è un esame citologico in grado di individuare in modo rapito e precoce la presenza di alterazioni nelle cellule della cervice uterina incluse quelle che possono dipendere da un tumore al collo dell’utero.

Il cancro del collo dell’utero, fino a pochi anni fa, secondo per diffusione soltanto al carcinoma mammario, grazie ad un’ampia opera di prevenzione, riveste oggi una piccola incidenza sulle neoplasie nelle donne occidentali, mentre rimane molto più diffuso nel mondo meno industrializzato.

Dall’esame citologico è anche possibile raccogliere tutta una serie di dati sull’equilibrio endocrino della donna, in quanto i diversi ormoni sessuali infuenzano la maturazione delle cellule che compongono i diversi strati dell’endometrio. Inoltre il Pap test permette il riconoscimento di infezioni batteriche, virali o micotiche. Presso il nostro laboratorio diagnostico è possibile eseguire tutte le indagini citologiche del pap test, sia nella forma tradizionale (colorazione di Papanicolau, colorazione di Shorr, etc) sia in quella in “fase liquida”, garantendo il risultato in soli 3 gg lavorativi.

ISTOLOGIA

Il laboratorio Lifegene, esegue inoltre prestazioni specialistiche che interessano le branche della istologia, della citologia e dell ìmmunoistochimica.

L’esame istologico consiste nell’osservare al microscopio un campione di tessuto che può essere stato prelevato dalla parte del corpo in cui si sospetta si stia sviluppando una malattia tramite una biopsia, oppure da un un pezzo asportato in sala operatoria o anche nel corso di un’autopsia.

L’anatomopatologo esamina il vetrino su cui è stato preparato il materiale per verificare le caratteristiche delle cellule. Verifica se sono tumorali, benigne o maligne, e in quest’ultimo caso stabilisce qual è il loro tipo istologico in base a classificazione standard o con l’ausilio di metodiche di immunoistochimica.